BTW: CHE ESPERIENZA!

Venerdì 28 Agosto, un caldissimo pomeriggio estivo bolognese, Dance Plus è entrata per la prima volta in un carcere. Ora che “Breaking the Wall” è andato in scena nella Sala Cinema della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Dozza, possiamo dirlo con il cuore ancora colmo di emozione: è stata un’esperienza che non dimenticheremo mai!

Lo avevamo detto presentando il progetto, e vale la pena ribadirlo: la Street Dance non conosce pregiudizi. “Breaking the Wall” è nato per portare in un contesto detentivo maschile, rivolto a persone maggiorenni, uno spazio positivo di espressione personale e collettiva, dove il movimento diventasse strumento di benessere, autostima, disciplina e relazione. Un progetto pensato non come ribellione, ma come riscatto.

Vederlo prendere vita ci ha dato ragione oltre ogni aspettativa.

Sguardi di meraviglia e parole che uniscono

Fin dai primi minuti, negli occhi dei detenuti presenti in sala abbiamo letto meraviglia e stupore, quello sguardo genuino di chi si trova davanti a qualcosa di inaspettato e bello. E il rispetto che ci hanno dimostrato ci ha profondamente colpiti: sia all’arrivo in Sala Cinema che al momento di andare via, si sono avvicinati uno a uno per stringerci la mano e ringraziarci del tempo che gli avevamo dedicato. Sono gesti semplici, ma che toccano il cuore e che porteremo con noi a lungo.

A costruire questo clima di fiducia e vicinanza è stato senza dubbio anche il modo in cui Tromba ha condotto la giornata, come sempre davvero ineccepibile!
Non si è limitato a presentare il progetto e le esibizioni: ha coinvolto direttamente i detenuti in una vera e propria spiegazione delle diverse discipline della cultura Hip Hop, interagendo con loro su temi artistici che parlano di real life ..di Street Life.
Un dialogo che ha toccato anche come queste forme artistiche, nate dalla strada, possano portare chi le pratica su grandi palchi, a ballare per artisti internazionali, in teatri o in TV — un racconto che ha entusiasmato molto i detenuti, felici di lasciarsi coinvolgere e di rispondere con partecipazione vera.

Le Handz Up hanno spaccato!

Sul piano artistico, a lasciare il segno è stata la Handz Up Crew. A metà esibizione un problema tecnico ha interrotto la musica, ma le ragazze non si sono fermate: hanno continuato a ballare a tempo del clap spontaneo, e sorprendentemente preciso, dei detenuti, che le hanno incitate e supportate dal primo all’ultimo secondo dello show.
Risolto l’inconveniente tecnico, la crew si è resa disponibile a rifare l’esibizione da capo, questa volta accolta con un entusiasmo ancora più grande.

Il Premio Speciale FairPlay

Un momento particolarmente sentito della giornata è stata la premiazione: grazie alla Handz Up Crew e alla loro coreografa Martina Petrini, la crew ha ricevuto il Premio Speciale FairPlay, consegnato dalla direttrice del penitenziario Dott.ssa Rosa Alba Casella.

Il premio, istituito da Dance Plus con il contributo di Fondazione Carisbo, nasce per sensibilizzare i giovani sull’importanza di non ledere la dignità dei propri coetanei e sul valore della sportività, contrastando il bullismo e ogni forma di violenza.
Viene assegnato ogni anno a una crew della categoria Junior.

Alla consegna del premio, i detenuti stessi si sono espressi sull’importanza di questi valori: un confronto diretto e genuino che ha reso il momento ancora più significativo.

Hip Hop Class con P-Greco

A seguire, spazio alla lezione di Hip Hop tenuta da Manu aka P-Greco (Obla Squad).
L’inizio è stato un po’ timido, solo tre o quattro persone si sono lanciate subito nel dancefloor per imparare i primi steps – ma la timidezza si è sciolta rapidamente.. Nell’ultima fase infatti, i passi si sono trasformati in un fantastico momento di freestyle, dove tutti i detenuti presenti si sono fatti coinvolgere dalle good vibes dell’insegnante, ballando ed esprimendosi nel migliore dei modi in un cypher spontaneo e davvero pieno di energia.

Un cuore pieno di emozioni

È stata un’esperienza che ha dato tanto a chi l’ha vissuta da dentro, ma siamo certi che a essere tornati a casa con il cuore pieno di emozioni siamo stati soprattutto noi.

Un grazie sincero alla Casa Circondariale “Rocco D’Amato” e alla direttrice dott.ssa Rosa Alba Casella, per aver fortemente voluto questo progetto e averci aperto le porte e alla dott.ssa Ilaria Laghi per il supporto logistico ed organizzativo.

Un grande e sentito ringraziamento a Riccardo Puglisi, direttore organizzativo e consulente artistico di Fondazione Musica Insieme, responsabile relazioni e affari istituzionali di Dance Plus e ideatore di numerose iniziative dal forte valore sociale, tra cui il Premio Respect e il Premio FairPlay, per aver creduto fortemente in questo nuovo progetto e per averne sostenuto con determinazione la realizzazione, con l’obiettivo di portare arte, cultura e nuove opportunità all’interno degli istituti penitenziari di Bologna e di tutta Italia.

La sua sensibilità, il suo impegno e la sua visione hanno reso possibile un progetto che mette al centro le persone e il valore dell’inclusione attraverso la cultura e l’arte.

Uno special thanks ad Andrea “Tromba” Trombini e Manu “P-Greco” per la straordinaria conduzione delle attività e un grazie enorme alle Handz Up e alla coreografa Martina Petrini, per aver accettato di condividere con noi un momento tutt’altro che semplice, soprattutto dal punto di vista dell’impatto emotivo, per delle ragazze di 13/15 anni.


Speriamo che “Breaking the Wall” sia la prima di una lunga serie di attività come questa.

di Denis Di Pasqua
photo: @sayoh.creative

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